Le modifiche dell’ultima ora (tolto il riferimento al fondo interferenze TV digitale), al decreto Crescita ci riportano alla realtà e forniscono qualche definitivo spunto di pessimismo italico.
Mi limiterei a citare il comma 5 dell’art. 14, che riassume un Paese:
Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2, comma 15-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al comma 3 dell’articolo 66 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, come modificato dal D.P.R. del 16 settembre 1996, n. 610,
Il Paese si muove e quindi qualche modifica strada facendo cosa volete che sia, è la nostra storia … Si continua poi con uno splendido emendamento (“è aggiunto il seguente periodo”):
“Per le tecniche di scavo a limitato impatto ambientale la profondità minima può essere ridotta a condizione che sia assicurata la sicurezza della circolazione e garantita l’integrità del corpo stradale per tutta la sua vita utile, in base a valutazioni della tipologia di strada, di traffico e di pavimentazione”.
Senza parole.
