Nel giorno della chiusura della consultazione europea in materia di aiuti di Stato per la realizzazione delle reti di nuova generazione arrivano da Bruxelles segnali contrastanti.
A valle dell’incontro di Nicosia emergono alcuni dubbi sulle risorse che saranno effettivamente a disposizione per le nuove reti di comunicazione (gli oltre 9 miliardi previsti), risorse “contese” anche da altri progetti infrastrutturali in campo energetico e nei trasporti.
Tornando però agli orientamenti in materia di aiuti di Stato non emergono novità eclatanti, con un impianto incentrato sulla differenziazione tra aree “grigie, bianche e nere” in base al livello di concorrenza.
L’intervento oggetto di aiuto deve presentare un chiaro “salto di qualità” rispetto alle esistenti infrastrutture di rete, tenendo anche conto dei piani di investimento degli operatori commerciali per il prossimo futuro. L’istituzione che concederà l’aiuto dovrà inoltre essere in grado di dimostrare che:
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la nuova infrastruttura avrebbe caratteristiche tecnologiche significativamente più avanzate rispetto alle reti esistenti (per esempio, a velocità simmetriche), che la rendono adeguata a soddisfare le esigenze del futuro;
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esiste una domanda, in prospettiva, per tali miglioramenti qualitativi;
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la rete sovvenzionata sarà gestita come una rete esclusivamente all’ingrosso.
Gli Stati membri avranno infine due mesi per esprimere il proprio parere in merito agli orientamenti proposti.
Saremo sicuramente puntuali e intanto aspettiamo l’esito della valutazione del progetto infrastrutturale del Trentino…
