Renato il Grande

Aspettando l’Agenda Digitale, promessa entro la fine dell’estate (30 settembre), il mite Brunetta ricorda il lavoro realizzato in passato e lamenta il repulisti del nuovo Governo.

Fiumi di parole , molta retorica (annunciata) e pochi fatti, la sintesi del commento pubblicato i giorni scorsi sul Foglio e ripreso sul suo Blog personale.

Vien quasi da sorridere nell’ascoltare il gran fiume di parole sulla Agenda Digitale che in questi giorni sono ripetute, quasi come un mantra, dai ministri del governo Monti. Programmi di investimento di diversi miliardi di euro per la larga banda, impegni per la alfabetizzazione informatica dei giovani e delle famiglie, giganteschi Data Center che dovrebbero cambiare la pubblica amministrazione, risparmi di dieci miliardi di euro all’anno grazie solo all’accentramento ed alla informatizzazione degli acquisti pubblici. Parole spese bene se non fossero, appunto, solo parole. I fatti dicono altro.

Per il momento ha ragione lui. Aspettiamo il 30 settembre e i decreti attuativi per la smentita dei fatti.

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