Agenda Digitale bipartisan

Come anticipato dai promotori, e con tempismo quasi perfetto, compare prima della pausa estiva il testo unificato riguardante l’Agenda Digitale Italiana, da non confondersi con il risultato dei lavori della cabina di regia per l’Agenda digitale (sic).

Partiamo dalla fine.

Risorse. Agevolazioni, contributi, deduzioni, riduzioni, incentivi fiscali, detassazione, crediti di imposta assommano a 30 milioni per il periodo 2013-2015. Gli oneri derivanti dalla legge sono previsti in 180 milioni per lo stesso periodo, nell’ambito delle risorse per il finanziamento del programma di cui art. 1 della legge 18 giugno 2009 n.69. Cosa sarà mai? Sono i mitici 800 milioni per la banda larga! (fino a 800 milioni, per l’esattezza)

Definizioni. Il lessico si infittisce di termini anglosassoni (9/14), si salvano solo “nucleo familiare” e termini a sfondo finanziario (due capitali, un fondo di fondi, un incubatore). Ci guideranno il cloud, l’open data e le start-up, ma anche il micro-seed, l’early stage, fino ai business angel.

Legge annuale. La legge annuale per l’incentivo e lo sviluppo dei servizi digitali è sicuramente una buona idea, che cerca di mantenere la tensione sull’argomento ed è un’occasione per intervenire in modo dinamico su una materia complessa.

Infrastruttura e cultura. Suggestivo abbinamento, che sfocia anche nell’educazione ai nuovi media audiovisivi e radiofonici. Si cerca di togliere qualche altro balzello per la realizzazione delle opere infrastrutturali (integrazione alle norme per l’accesso semplificato alle infrastrutture civili esistenti delle precedenti misure) e nasce il catasto delle infrastrutture civili in fibra ottica (civili?) entro il 30 giugno 2012 (!). Semplificazione per l’uso delle frequenze libere e poi una chiamata a raccolta di vari strumenti di informazione e comunicazione utilizzabili a costi relativamente contenuti, con l’ausilio del MIUR, ma che per effetto delle risorse complessive a disposizione rischiano di essere poco più di una consolazione come insegnano i guru della comunicazione. Risorgono gli incentivi per le famiglie con figli minorenni, ma reddito inferiore a 20.000 euro, destinati all’acquisto di apparati abilitanti (inclusi i tablet, esclusi smartphone, console, eventuali set-top-box) a fronte della rottamazione e un apparato di accesso (la chiavetta Internet, quindi se ne deduce no ai servizi di rete fissa!)

Startup. E’ diventato il tema cool, che ci appassiona da mesi (finalmente). L’Italia come una piccola Israele nel mio immaginario. Mi sembrava che fossero già in campo vari soggetti (due Ministeri), si tratta quindi di un’anticipazione di quei tavoli o un’ulteriore proposta? Solo un appunto: è sfuggita la parola “digitale” nel Capo III? Non è poi un po’ alta la soglia di fatturato dell’Art.12? Interessante invece l’identificazione di aree franche, nuovi potenziali poli di innovazione.

Misure fiscali. Semplificazioni e riduzione di oneri per start up (qui compaiono i codici ATECO puntuali, ma quali…), richiesta esplicita proveniente da alcuni nostri giovani innovatori. Seguono misure per favorire il commercio elettronico (specie per piccole imprese esportatrici), i videogiochi e l’offerta di opere dell’ingegno. Non compare l’annoso tema della riduzione IVA, sul quale i cugini francesi stanno combattendo contro Bruxelles. Mi incuriosisce il riferimento esplicito al codice: 72.19.09    Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e dell’ingegneria (gli altri codici sono relativi alla produzione software).

Categorie deboli e svantaggiate. Un punto di onore l’attenzione alla categorie più deboli.

Pubblica Amministrazione. Sul tema si va via un po’ veloci, ma si presume perché ci saranno ben altre occasioni. Forte e condivisibile il richiamo allo sostituzione integrale dei servizi di sportello ove tecnicamente possibile entro il 2014! Sfidante, ma sottoscrivo. Lettera di intenti a favore del software libero e dell’interoperabilità (non è novità e quindi dove si blocca il tutto?). Sull’Art.29 ammetto che mi sfugge qualche cosa in materia di conformità alla licenza d’uso. Seguono switch-off notifiche analogiche e WiFi negli ospedali (priorità?).

Ce n’est qu’un  début Messieurs.

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