Una piccola ricerca condotta da ABLE ci richiama alla sempre più stretta correlazione tra l’uso dei social media e la competizione globale.
Lo scontro tra Stati Uniti e Francia si misura ormai anche in numero di followers e di like e anche se il gap è ancora significativo, i produttori francesi si muovono rapidamente.
Rispetto ad altri settori colpisce poi la percezione di un impatto molto positivo sulle vendite derivante dall’utilizzo di Facebook (molto meno efficace invece l’impatto ancora percepito in Francia), mentre Twitter si afferma in modo dirompente come mezzo per attrarre l’attenzione ed è lo strumento emergente. Entrambi gli strumenti si rivelano infine particolarmente efficaci per attrarre clienti e visitatori presso i produttori.
Lesson to be learned…
Sicuramente interessante, ma credo che oltre all’utilizzo in ottica marketing/pubblicità dei social network ve ne sia un altro altrettanto importante. È sostanzialmente il concetto della community, per di più assolutamente democratica, introdotto principalmente da twitter che consente la creazione di un gruppo di esperti che mettono a fattor comune le loro conoscenze sul vino e le loro esperienze. La democrazia sta poi nell’aprire questi gruppi anche a “neofiti”, per farli crescere, ascoltare e, anche, ascoltarli. Perchè il vino è soprattutto un’esperienza soggettiva, e per questo gli strumenti social sono particolarmente adatti a a raccontarlo.
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